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La storia del nostro notiziario
Il nostro giornale "Il Fogolâr Furlan"
Dalla monografia "Cinquant'anni di Fogolâr a Milano"
Quest'ultimo nostro giornale "Il Fogolâr Furlan" è una creatura del professor Ardito Desio che lo fondò nel 1970 e che ne è stato direttore per 25 anni. Anzi, nei primi tempi, come ama ricordare, ne fu anche unico redattore, impaginatore, correttore di bozze, rubando le sere ai suoi molteplici impegni, con l'unico ausilio della moglie, la sempre discreta e disponibile signora Aurelia.
All'epoca della nascita del notiziario si era perso il ricordo dei due giornali precedenti, la cui esistenza è stata documentata soltanto grazie alle ricerche fatte per mettere insieme questa monografia: si pensò quindi di aver fatto una cosa nuova. Il professor Desio riteneva molto importante e significativo che un Fogolâr, che voleva essere presente nella vita culturale milanese e in quella friulana, fosse dotato di un suo organo di informazione: lo considerava il "nostro biglietto da visita" ed era severissimo e molto esigente con i suoi collaboratori, che nel tempo si sono avvicendati al suo fianco per redigerlo.
Una redazione stabile cominciò ad esistere soltanto nel 1979/80 con l'ing. Francesco Volpi Ghilardini e con la signora Graziella Monti, ai quali fui chiamata per aggiungermi. Per molti anni formammo un team compatto: non ci fu mai il benché minimo dissidio, ci dividevamo i compiti, ci scambiavamo i ruoli, lavorando in un piacevole clima di collaborazione. A casa del professor Desio facevamo le ore piccole. Dopo il lavoro si chiaccherava un po', ma quel po' diventava lungo, perché era troppo interessante e affascinante sentire, direttamente dalla voce del protagonista, le avventure di una vita inconsueta come quella del professor Desio, che, oltretutto, è un conversatore piacevolissimo.
Furono bei tempi, che parvero finire con la morte di Francesco Volpi Ghilardini, che lasciò un grande vuoto e senza di lui ci sembrò che non si potesse più ricreare quell'atmosfera tutta particolare di amicizia e collaborazione. Ma il giornale doveva andare avanti. Vennerò così altri: Sergio Rezzoli, Ugo Zanello, Luisa Tagliabue. Anche con loro si è lavorato in armonia per lunghi periodi e ognuno ha portato un'innovazione e lasciato un'impronta. Accanto a questi fedellissimi ci sono state altre presenza passaggere, spesso di giovani che venivano per imparare, per fare un po' di pratica con un "maestro" come Desio, giovani che poi hanno intrapreso con successo la professione di giornalista. Anche di queste "meteore" il giornale, così come è attualmente, reca un segno, perché di ogni suggerimento, di ogni nuova proposta, si è tenuto conto.
Sono passati gli anni, 27 dal primo numero, e ancora oggi c'è un gruppo di lavoro ben affiatato e amico: Alessandro Secco, che oltre ad avere una vasta cultura scientifica, umanistica ed artistica, scrive in un friulano stupendo; Spartaco Jacobuzio, che ha dato al giornale una veste grafica professionale; Luciano Zanini, sempre disponibile e pratico ed infine io, l'ultima rimasta di quel primo gruppo redazionale e che, forse solo per questo, il professor Desio ha voluto designare come sua "erede" alla direzione del giornale.
In questo lungo arco di tempo il giornale ha subìto ovviamente delle modifiche, in linea con le esigenze del progresso e anche del gusto in capo editoriale, ma ha mantenuto un suo stile caratteristico, a metà tra cultura e attualità. E' aumentato da quattro a sei pagine, una delle quali intitolata "Conoscere il Friuli", l'altra messa a disposizione dei Fogolârs in Lombardie, nel clima di apertura e disponibilità che ha sempre animato il Fogolâr di Milano. C'è, ogni volta che lo ritengano opportuno, uno spazio specifico per i giovani, la cui partecipazione è sempre auspicata e gradita nella stesura dell'intero notiziario.
Il giornale ha svolto e svolge più funzioni, oltre a quella puramente informativa sulla vita dell'associazione. Promuove la conoscenza della lingua e della letteratura antica e moderna attraveso la sua "pagjne furlane"; parla di storia, di personaggi, di usanza, perché non se ne perda la memeoria; ma non dimentica l'attualità: è attento alle novità librarie e alle maggiori iniziative culturali in Friuli. Spesso sostiene e appoggia battaglie importanti, come, per fare un esempio, la creazione dell'Università di Udine e, ultimamente, la campagna per avere una reta televisiva autonoma in Friuli; ha preso a volte anche delle disposizioni di critica, come riguardo allo scalo di Cervignano, o di sprone; partecipa insomma con calore e in piena autonomia di giudizio alla vita ed alla cresicta della madrepatria.
Firme inportanti in campo letterario, come Guido Piovene, Gastone Geron, Domenico Zannier e altri hanno scritto per questo nostro giornale, oltre a giornalisti come Pero Fortuna e Bruno Pizzul e a personaggi famosi come Nico Pepe, di cui è ben noto l'impegno a favore del teatro friulano. Il nostro giornale - che viene inviato gratuitamente a tutti soci, ai Fogolârs del mondo, a molte biblioteche e a vari personaggi del mondo socio culturale - ha ricevuto molti consensi e molti plausi, ma anche qualche critica, peraltro abbastanza superficiale. E' stato detto che è troppo intellettuale: l'abbiamo considerato un complimento. Noi redattori, in anni passati, siamo stati chiamati ironicamente "quelli del Friuli V.G.", per il nostro vezzo di scrivere così il nome della nostra Regione (che, in effetti, è il Friuli, non la Venezia Giulia), poi molti ci hanno imitato.
Ogni critica comunque è ben accetta per migliorare e, in ogni caso, dimostra che il giornale viene letto e considerato. E per terminare voglio formulare un augurio, che è anche una certezza: oggi il Fogolâr Furlan di Milano ha 50 anni, il suo ultimo giornale ne ha 27, che sono indubbiamente grandi risultati, ma sono soltanto tappe di un ancor lungo cammino. Del resto il fondatore del giornale, il professor Ardito Desio, dà buon esempio: il 18 aprile di quest'anno di grazia 1997 compie 100 anni in piena salute fisica e mentale.
Rosangela Boscariol
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